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venerdì, 18 aprile 2008

Le cose che ho imparato dopo 2 settimane di pratica al paesello

Il lunedì ci si fa invitare a cena dalla zia preferita, il martedì si va a correre al parco coi colleghi di studio, il mercoledì si fa l'aperitivo al bar Mestizia davanti allo studio (il nome deriva dal savoir faire del proprietario, degno emulo di Braccobaldo, un tizio con un'espressione da funerale tatuata indelebilmente sul faccione), il giovedì  si va con gli amici storici del cuggggino - che sono stati così buoni da adottarti al volo - al K, venerdì...
postato da: Lordpolo alle ore 01:19 | link | commenti (10)
lunedì, 14 aprile 2008

dies ater

Il Berlusca stravince e mi si sfascia la wii; riuscite ad immaginare una giornata più schifosa?
postato da: Lordpolo alle ore 22:16 | link | commenti (2)
domenica, 13 aprile 2008

La fine del Ramadam...

O Ramadan? o Radamam? O... insomma, ci siamo capiti.
Ho fatto la domanda per l'adsl il primo Aprile; pessimo giorno per chiedere una cosa così seria e basilare per ogni gggiovine moderno che si rispetti, ne sono conscio.
E mentre già mi attendevo di passare mesi a sbavare per ogni rete criptata trovata in giro per il paesello che ora mi ospita (ne ho 2 solo in salotto, roba che nemmeno a Manhattan), è accaduto l'incredibile.

MI HANNO ATTIVATO LA LINEA GIOVEDI'

Ora vado ad ubriacarmi per festeggiare, ora come ora mi preme solo dichiarare urbi et orbi che io amo, fortissimamente amo Tiscali.

(lo so, come minimo tra 3 giorni starò qui a bestemmiare per i disservizi, ma per ora mi tengo il mio sorrisino ebete).

Rete, trema: Lordpolo è tornato, cattivo come non mai.
postato da: Lordpolo alle ore 23:30 | link | commenti (1)
mercoledì, 09 aprile 2008

Battezzato!

Codici, fascicoli, decreti, opposizioni, sentenze, appelli, udienze, rinvii...
Pare che sia davvero cominciata la vita da grande.

(post strasintetico nell'attesa di capire se lo studio è fornito di un sistema di satelliti-spia da fare invidia ad Echelon con tanto di cecchino che mira alla testa nel momento in cui cominci a cazzeggiare su internèt; se questo sarà il mio ultimo post, voleva dire che il cecchino c'era)

 

postato da: Lordpolo alle ore 15:00 | link | commenti (2)
martedì, 01 aprile 2008

Dell'importanza del fermarsi in tempo

Ora che sono un rispettabilissimo schiav... ehm, praticante legale, mi sono reso conto con estremo disappunto che non posso più vestirmi da punkabbestia.
E va bene che l'atmosfera dello studio è molto amichevole, passi pure che il dominus mi è molto affezionato - nonostante ogni tanto mi rinfacci che giocando a casa della nostra nonna in comune, io 3 anni e lui 8, gli ho fatto sbattere la testa contro un termosifone facendogli uno sbrago da 12 punti 12 - però pare non sia proprio possibile che mi presenti in tribunale con le felpe col cappuccio e le scarpe da tennis gialle.
Dopo un mese in cui ho ciurlato nel manico, e ho mixato in maniera egregia i 2 pantaloni non da supergiovane presenti nel mio armadio con i 3 maglioni tinta unita e le 4 camicie mettibili in mio possesso, ho preso il toro per le corna e sono uscito per negozi.
Scartati  priori quelli che vendono anche articoli sportivi (ché poi lo so, finisco per comprare l'ennesimo paio di sneakers da 18enne incazzoso) e dopo un esame di coscienza assai doloroso sull'opportunità di risparmiare, dato che andando a vivere a 300 km da mammà e papà le spese saranno terribili e non mi posso più permettere jeans da finto ricco et similia, mi sono fiondato a spron battuto da Oviesse.
Meraviglia delle meraviglie, camicie guardabili a soli 29 euro!
Si, tanto mi staranno corte di maniche, o faranno sbuffi tipo mongolfiera sulla schiena, o avranno il colletto storto.
E invece no! Con le lacrime agli occhi ne afferro 2 - una a righine celesti e un tinta unita, l divisa ufficiale del Bravo Praticante - e mi reco alla cassa.

-Fanno 58 euro.


Mi complimento mentalmente con me stesso. Che mentalità affaristica! Con 58 euro ho 2 camicie portabili, sono salvo per almeno 2 giorni alla settimana, e se le brucierò stirandole, cosa molto probabile, non dovrò tirar giù tutti i santi del paradiso.
Galvanizzato dalla mia nuova vita low cost, entro da Benetton.
Grazie l mio proverbiale occhio di lince, capace di scovare una rosa tra il letame a dieci kilometri di distanza, strappo ad un pietrificato manichino 2 paia di pantaloni, perfetti per la mia recita da rispettabile membro della società. Colpo di culo, incontro pure un'amica di amici, responsabile del punto vendita.

- Lordpolo, ma che piacere vederti! Non ti ho visto mai qui dentro. Dai, per invogliarti a ritornare ti faccio pure lo sconto.  Sono 98 euro, per tutti e due.

N
on credo alle mie orecchie: faccio due conti veloci - veloci relativamente parlando, ho pur sempre fatto il classico, e lì ti insegnano a diffidare da quegli strani segni grafici diversi dall'alfabeto greco - e quasi svengo. Con poco più di 150 euro ho arraffato due cambi quasi completi! E senza incappare nello spiacevole effetto omino tecnocasa, fatto di camicie con colletti esagerati e abiti in poliestere (che poi, un po' di poliestere nei pantaloni c'è, ma per 49 euro a paio non posso star lì a sottilizzare).
Felice della mia svolta pauperistica, mentre già mi vedo pioniere della nuova moda che a breve porterà  gli operatori del diritto a presentarsi in udienza in sai di lana cotta e sandali in ecopelle, commetto un errore.

Un errore imperdonabile.

Passo davanti al negozio più caro di Lordpolandia e provincia, più caro d'Italia, più caro -forse- dell'emisfero boreale tutto.
Incredibile a dirsi, c'è anche un parcheggio libero proprio lì davanti, un parcheggio che avrò visto libero una volta negli anni '90, senz'altro di domenica mattina.
E lì la mia nuova coscienza low-cost, anziché fare il suo dovere ed intimarmi di sgommare via da quel buco nero per le carte di credito dell'Orbe terracqueo, inspiegabilmente tace; è proprio vero, 'ste cose da due lire non valgono nulla e ti abbandonano proprio quando ne hai bisogno.
Alla fine, 3 ore di scrupoloso shopping ecocompatibile ed equosolidale, rispettoso della foca monaca e dei monaci birmani, è stato spazzato via da un baillamme di giacche da capitano d'industria, jeans da top manager in vacanza a Montecarlo e pantaloni da rampollo di casa reale mitteleuropea.

Se la strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni, quella per la mia bancarotta lo è di camicie oviesse e pantaloni dei grandi magazzini; magra consolazione.
postato da: Lordpolo alle ore 15:56 | link | commenti (12)