Alla fine dei tre giorni canonici di festeggiamenti (molto parchi, a dire il vero, ché quando ci si laurea da vecchi è molto più elegante far passare tutto sotto silenzio e far finta di aver preso l'agognato pezzo di carta nell'Anno Accademico 2003-2004) sorge la fatidica domanda:
Ed ora?
Io ammiro le persone organizzate, le ammiro veramente.
Quelle che a Maggio hanno già prenotato le vacanze agostane, che il 10 di Ottobre hanno già provveduto a tutti i regali di Natale e che il 3 Gennaio sanno già dove passeranno la Pasqua.
Io invece, a 8 o 9 giorni dalla laurea (già, perché ancora non so quando mi laureerò: la mia richiesta in segreteria di sapere la data esatta fatta 2 giorni fa è stata accolta da una sonora pernacchia. Se ne parla sabato mattina, forse), devo ancora prepararmi un discorso decente.
10 minuti di blablabla, nè troppo banale ma neanche troppo tecnico, né troppo generico ma nemmeno troppo specifico (parole della prof, che Iddio l'abbia in gloria - il prima possibile spero), né troppo assiomatico né troppo dubitativo.
Blablabla da ammannire ad una platea di Vecchi Barbogi a cui, ovviamente, della mia tesi frega less than zero. A tutti tranne che a uno: il Barbogio Supremo, grande studioso della mia merdosa materia, gr. fig. di putt. e spauracchio di una mezza dozzina di generazioni di studenti. Oltre che presidente di commissione (cosa matematicamente certa), col culo che ho me lo troverò anche come controrelatore (già, perché non so nemmeno chi sia il controrelatore: nella mia facoltà lo sai più o meno 3 giorni prima, pare).
Perché questo profluvio di inutili parole?
Ebbene (pausa di suspence) lo confesso (altra pausa di suspence)
Mi sta salendo l'ansia a diecimilaaaaaaaaaaaa
(sipario)
dal sito della mia merdosissima quasi ex facolta:
9 gennaio: L’appello di Diritto processuale civile, fissato per il giorno giovedì 10 gennaio alle ore 12, sarà possibile sostenerlo a partire dalle ore 11.