Sono stato nominato.
La uips
Capola mi tira dentro ad un giochino divertente, ed io me ne accorgo tre giorni dopo.
Disdicevole, niente da dire.
Vabbè, con un po' di ritardo ecco
l'incipit dei miei 5 libri preferiti (ahem, con la memoria che mi ritrovo, facciamo che sono i primi 5 bei libri che mi vengono in mente)
Alle 9 antimeridiane del 14 maggio1885, il Delfino levava le ancore dal porto di Nevaslippe e prendeva il mare. Mezz'ora dopo il signor Filimario Dublè udiva bussare discretamente alla porta della sua cabina e questo pur modesto avvenimento provocava nel celebre gentiluomo giustificato compiacimento. Effettivamente già da parecchio il signor Filimario Dublè attendeva che qualcuno bussasse alla porta della sua cabina: per essere più precisi, già da sessanta minuti il signor Filimario Dublè aspettava l'apparizione della signorina Clotilde Troll.
(Giovannino* Guareschi, Il destino si chiama Clotilde)
Sick boy era coperto di sudore; tremava tutto. Io me ne stavo schiaffato lì davanti alla tele, cercando di non dargli retta, a quel coglione. Mi buttava giù. Provai a concentrarmi sulla cassetta di Jean-Claude Van Damme.
Come in tutti i film del genere, l'inizio era drammatico: era quasi obbligatorio. Poi, nel pezzo che veniva dopo c'era un grande sforzo per creare atmosfera, facendo tra l'altro entrare in scena il cattivo, e per far stare in piedi una trama proprio scacata. Comunque, Jean-Claude sembrava pronto a menare le mani da un momento all'altro
(
Irvine Welsh, Trainspotting)
Un fronte freddo autunnale arrivava rabbioso dalla prateria. Qualcosa di terribile stava per accadere, lo si sentiva nell'aria.
(Jonathan Franzen, Le correzioni)
L’ultima eco della prova generale si spense, e gli attori della Compagnia dell’Alloro si ritrovarono senza altro da fare che starsene lì, silenziosi e smarriti, a guardare oltre le luci della ribalta verso una platea deserta, battendo le palpebre; osavano appena respirare, mentre la figura tozza e solenne del regista
emergeva tra le nude sedie per raggiungerli sul palcoscenico e dalle quinte tirava fuori, trascinandola rumorosamente, una scala doppia, vi saliva fino a metà, e da qui si voltava e gli diceva, raschiandosi più volte la gola, che erano tipi maledettamente in gamba e che era proprio un piacere lavorarci assieme .
(Richard Yates, Revolutionary road)
Un tale, che era un agente segreto, parcheggiò in una piazza bagnata dalla pioggia la macchina che aveva preso a nolo, e salì sull'autobus per andare in città. Quel giorno compiva quarantun anni e, buttandosi su un sedile a caso, chiuse gli occhi sprofondando in tetre meditazioni sulla natura del suo compleanno.
(Benjamin Tammuz, Il minotauro)
Chiedo umilmente perdono ai gggiovani di Generazione X, alla famiglia Malavoglia (Provvidenza compresa), a Leopold Bloom e ad un milione di altri personaggi che ho amato e che, ne sono sicuro, mi verranno in mente a dozzine appena avrò cliccato su pubblica il post.
Non tiro la catena a nessuno, ma se vi fa piacere tirate la catena da soli, e scrivetelo qui, così frugo un po' tra le vostre librerie...
* Doverosa correzione, non è da tutti citare il proprio libro preferito sbagliando il nome dell'autore ahahahah (grazie Pla ;-))
Alla fine l'incontro di Teano è avvenuto.
Certo, ho dovuto farle la posta dalle 10 alle 12,45;
Certo, sono solo riuscito a strapparle un appuntamento per il giorno successivo alle 10;
Certo, il giorno dopo lei è arivata alle 10,20 e mi ha chiesto di parcheggiarle la macchina perché aveva esami ed era in ritardo;
Certo, ho dovuto seguire tutti i suoi esami, aspettare che prendesse un caffè con gli assistenti, parlasse con 2 tizi che si laureavano la mattina dopo, ma ALLA FINE CE L'HO FATTA!
Bibliografia bibliografia, per piccina che tu sia...
Un inverno così piatto e grigio non lo passava da tanti anni - o per meglio dire, non mi ricordo di averlo mai passato in vita mia.
In compenso l'ultimo mese è stato un cortocircuito emozionale di quelli da stroncare un ippopotamo: ho dovuto dire addio ad una persona a cui volevo molto bene (ciao Perfida Vecchietta, mi manchi di già), mi sono preparato all'arrivo di un nuovo membro della famiglia a cui voglio già un sacco di bene (benvenuto Angelo, appena ti tolgono da quella stupida incubatrice riusciremo finalmente a vederci dal vivo), ho avuto l'ennesima conferma che, nei momenti tristi come in quelli felici, la parte della mia famiglia su cui ho da sempre puntato tutte le mie fiches affettive si rivela sempre un ottimissimo investimento, nonostante distanza, zuffe ed incomprensioni dei più vari generi.
E adesso mi ritrovo qui, davanti al mio pc che fa l'offeso (non era mai stato abbandonato per una decina di giorni, poverino), a pensare che forse vorrei essere ad un paio di centinaia di km da Lordpolandia, e a rendermi conto del fatto che, entro le 10 di domani mattina, dovrò inventarmi uno straccio di traccia per la mia tesi impossibile.
Già, dopo sole 2 ore e mezzo di appostamenti sono riuscito ad intercettare la mia Chiarissima Relatrice, e a strapparle un appuntamento.
Se domani, verso le 9:45, incontrate un tizio con la faccia stravolta che si avvia con l'aria del bovino al mattatoio verso lo studio 31 (o 26, nemmeno il numero mi ricordo) della facoltà di giurisprudenza dell'università di Lordpolandia, incrociate le dita per lui (e se proprio vi sentite generosi, offritegli la colazione: ho scoperto che, a differenza che nel 99% degli apparati digerenti umani, triste allegro preoccupato o rilassato per il mio stomaco niente cambia, è sempre affamato).
Dica pure a
Katie Holmes che la ospito volentieri a casa mia.
Figlia col nome strano compresa, ovviamente.
(desiderio di paternità? No no, proprio no)
Keith Richards si confessa e calano le tenebre. Il chitarrista dei Rolling Stones ha raccontato che nella sua esperienza con le droghe la sostanza "piu' forte" che ha "sniffato" sono state le ceneri del padre morto cinque anni fa. "La cosa piu' forte che ho tirato? Mio padre. Ho tirato mio padre", ha ammesso in un'intervista a 'New Musical Express' (Nme). "Era stato cremato e non ho resistito alla tentazione di sniffarlo con un tiro di cocaina. Lui non se la sarebbe presa, se ne sarebbe fregato. Comunque ando' giu' abbastanza bene e sono ancora vivo", ha sottolineato.
Quasi quasi ridivento un fan dell'inumazione.