E' un po' brutto da dire, ma la verità è questa: i miei sono scappati di casa.
Siamo al 14 Settembre, e loro
forse torneranno domani dallo stambugio al mare; la cosa tragica è che, come mi ha detto la mamma in occasione di un fugace incontro: "
tuo padre non ha proprio voglia di tornare a Lordpolandia".
Chiamali fessi! La mamma viaggia per andare a scuola "ma tanto in mezz'ora sono qui", il babbo la aspetta in spiaggia; il figlio se ne sta in città, solo soletto in una casa grande grande e vuota vuota.
Le carampane del mio palazzo stanno cominciando ad avere sospetti: se ai primi di settembre chiedevano garrule "
ma mamma e papà sono ancora in vacanza? Aaah, beati loro!" ora mi guardano con sospetto, pensando e ripensando a dove potrei avere nascosto i corpi orrendamente mutilati degli Augusti Genitori; ma questa è un'altra storia.
Il problema è un altro.
Sì, certo, sono figlio unico e perciò geneticamente predisposto a gestire ottimamente la solitudine però...
Però mangiare da soli in una cucina grande grande e vuota vuota può essere rilassante per qualche giorno, ma allo scoccare della terza settimana ti fa un po' tristezza; rastrellati tutti gli inviti a pranzo e a cena che si potevano rastrellare senza cadere nel ruolo del profittatore - anzi, forse cadendoci un po' - le alternative erano poche.
Eureka, ho trovato la soluzione dei miei problemi nello scaffale del supermarket sotto casa!
Ecco il mio nuovo commensale, si chiama
Giovanni e ascolta pazientemente le mie elucubrazioni durante i pasti. Certo, non è di grande compagnia, ma non si può avere tutto dalla vita.