Non avevo mai conosciuto qualcuno con un libro all'attivo.
Conosciuto dal vivo intendo, ché tra vicini di blog ci sono personaggi di un certo livello; fatto sta che durante una bellissima vacanza salta fuori che G, il fratello della kriptonite, ha scritto un
romanzo giovanile (sic).
Che poi, se penso a
romanzo giovanile a me viene in mente, per uno strano cortocircuito,
I dolori del giovane Werther e le
Ultime lettere di Jacopo Ortis, mica cotiche (e che due palle, tra l'altro); ma non è questo il punto.
Mentre si chiacchiera di gusti letterari et similia, il famigerato G, famoso per non cagare di striscio il 99,9% dell'Universo Mondo, pronuncia le terribile parole che suscitano scalpore tra gli astanti e ghiacciano il sottoscritto:
"
Lordpolo, mi sembri un tizio in gamba, perché non lo leggi e non mi dici che ne pensi? Senza gentilezze eh, se ti fa cagare dimmelo pure".
Cazzo, cazzo, cazzo.
Ed ora che faccio? Non mi aspetto il capolavoro, ma se scende sotto al mio personale limite di decenza? E se dopo 10 pagine lo mollo per la noia? E se è uno di quei libri pieni di puntini di sospensione e punti e virgola messi a cazzo di cane (a proposito, oggi in libreria ho sfogliato un libro scritto da un vicino di casa: DICIOTTO puntini di sospensione in una pagina. Spero almeno fosse carta riciclata, ché uccidere un albero per stampare certa roba è un delitto)?
E vabbè, il libro è stato ordinato, oggi l'ho ritirato e ho cominciato a leggerlo.
Mi è bastata la seconda di copertina a farmi fermare: sono finite le vacanze, la tesi incombe, le scadenze avanzano, io mica lo so se sono psicologicamente pronto a leggere "un personalissimo diario, che ricostruendo uno spaccato della realtà giovanile, descrive le emozioni e le sensazioni del vivere quotidiano".
Cazzo, non saranno 150 pagine di seghe mentali di uno sconosciuto spero!
Vabbè, visto che prima o poi lo dovrò leggere, e che in tutte le recensioni ci deve essere almeno un fondo di verità, io mi sono portato avanti: stamattina ho spedito un esseemmeèsse all'autore in cui ho scritto un commento sincero e non edulcorato, perché bisogna dare a Cesare etcetera etcetera:
ho ritirato il tuo libro stamattina. Complimenti, la copertina è di un punto di azzurro davvero molto bello.
Questo blog entra in sonno fino a quando il tempo regge.
Io non imparerò mai a star zitto, lo so.
(cioè, al quinto giorno consecutivo di maestrale forza trentasette, uno comincia pure a pensare di portarsi sfiga da solo).
Poco male, grazie alla password che mi è stata gentilmente fornita dalla mia bibliotecaria preferita, potrò fare la bibliografia online e spedirla via email alla prof!
Potrei... Mi sono appena reso conto che una password non ha poi un gran valore, se non ti è stato detto qual è il tuo username, umpf.
(suggerimenti? Ho già provato con nome, nome e cognome, cognome, cognome e nome, numero della tessera universitaria, codice fiscale, numero di scarpe e chi più ne ha più ne metta).
Sto imparando a fare le addizioni, ecco un esempio:
La mia relatrice è uccel di bosco fino ai primi di settembre +
Ho rastrellato tutte le biblioteche di Lordpolandia +
Lordmamma cede il suo portatile per la causa +
C'è un sole che lèvati =
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Questo blog entra in sonno fino a quando il tempo regge.
Non so voi, ma io oggi ero tutto il giorno in gommone, con gente simpatica, a scorrazzare in posti come questi:
Se continua a fare 'sto tempo io non mi laureerò mai.
Proverbio del cazzo. D'altra parte, io di tempo non ne avevo, e quindi passare 20 giorni in vacanza mi pareva il minimo.
Ho visitato posti nuovi, conosciuto tante persone - interessanti e meno, affabili e meno, simpatiche e meno - ho scoperto cose che avrei preferito non scoprire e ho ricevuto tante belle notizie (soprattutto una - ehi, vicina di blog, mi riferisco a te!).
Ho ospitato amici e sono stato ospitato (anche dalla kriptonite, che forse ha smesso di essere tale per diventare una persona a cui voglio bene, molto bene).
Sono riuscito a bucare due gomme due nel raggio di 100 metri e a farmi fare la fiancata con una chiave da qualche simpatico bastardo (tutto con la macchina di mammà, sennò non c'è gusto).
Ho aspettato per 5 giorni che calasse il maestrale per fare un giro in barca programmato da millenni - giro alla fine saltato, ovviamente - e sono stato ripagato con un invito inaspettato il giorno di Ferragosto, che magari il tempo non era proprio splendido, ma un'estate senza barca vale metà, a dir poco.
Ho rifiutato a malincuore due inviti, e non me ne sono ancora pentito; arriverà anche quel momento, ma meglio non pensarci.
Ma soprattutto...
Ho deciso che se mai aprirò un bar, una carnazzeria o un fumisterio, sulla porta ci sarà un grande cartello:

(Se non avessi temuto di essere picchiato, sarei entrato a torso nudo con la schiena coperta da un asciugamano, ma in fin dei conti sono un omino pavido)