Non dovevo far vacanza, l'ho fatto.
Non dovevo trasformare la settimana del "vàdonèllo
stambùgioalmàrecosìstùdiomèglio" in un "facciàmofìntachenonsìanèllamèrdaconlatèsiefottiàmocenedeilìbripersèttegiòrnisètte", ma è accaduto lo stesso.
Non dovevo stare 10 ore al giorno su una spiaggia, alternando
solari dei poveri© (miei) a
solari dei ricchi © (suoi), ma è stato più forte di me.
Non dovevo familiarizzare con una cyborg travestita da
emmecì, torinese troppo forte, ma ho fatto pure questo.
Non dovevo farmi fare
le foto MTV, ma è andata pure questa.
Non dovevo farmi invadere casa da una frotta di amici che mangiavano, sporcavano e ripartivano portandosi appresso il sugo alle melanzane, ma anche questo è accaduto.
Non dovevo sfasciare piedi altrui, ma Vostro Onore, è stata una
fatalità.
Però lo ammetto: devo ringraziare la mia omeopatica forza di volontà, visto che a forza di trasgredire ai miei diktat auto(non)imposti ho trascorso una delle settimane più divertenti da un sacco di tempo a questa parte.
Ed ora pregate tutti insieme, ché tra un paio di giorni devo tentare un esame di cui non conosco niente a parte la copertina del libro (fotocopiato per di più).
L'ultima frontiera del fetish è stata superata, benvenuti nella
coprolegislatura.
Siamo cresciuti insieme, ché le amicizie degli anni del liceo sono sempre così, un po' troppo oppressive, a vederle con gli occhiali da presbite, ma ci siamo passati tutti.
Poi un litigio stupido, un fraintendimento di quelli proprio idioti (sempre visto con gli occhiali da presbite) e vai con la coltellata:
"Lordpolo, per me sei stato un fratello, più di un fratello, ma ora non mi fido più di te, ad un'amicizia di facciata preferisco il nulla"
Ecchecazzo, ci sono rimasto male sul serio. Correva l'anno 1998.
Oggi ci siamo riincontrati in biblioteca; non ci vedevamo da anni, e se ci vedevamo uno dei due cambiava strada. Primi dieci minuti di gelo totale, poi qualche chiacchiera di cortesia, piena di imbarazzo come tutti quei discorsi da ascensore fra persone che non hanno più niente da dirsi da un lustro* abbondante .
E' stato molto strano, ma un pensiero mi rimane in mente...
Cazzo mi lamento? Non solo gli è venuta la pancia, ma è molto più stempiato di me, tiè!
* Per i numerosi visitatori che capitano qui cercando "quanti anni è un lustro?": sono 5, contenti?
Ed ora chi lo dice ai geni del
marketing di mediaworld?
Io glielo leggo scritto in faccia, a Domenech:
Pfffffff, tanto non avrei saputo dove metterla, la libreria è già piena...
E' bello andare al supermercato il giorno della finale dei mondiali, perché ti accorgi che la gente fa una spesa assolutamente monotematica: birra, patatine e noccioline, coca cola.
Anche io, manco a dirlo, non ho fatto eccezione: unica originalità, ho riempito mezzo carrello con accumulatori del ghiaccio e bustine per fare i cubetti (ché - grazie Gesù - il freezer, a differenza del frigo ormai preda di scorribande di muffe della savana, sembra reggere ancora).
Meno male che non bevo birra, perché col ghiaccio deve essere veramente una cagata immonda.
E se sentite dire in giro che Lordpolo è un pessimo padrone di casa, non credeteci: non è che ogni volta che invito qualcuno gli dico Portati da bere in una borsa frigo , lo giuro!
Cosa ti può succedere quando
a) fuori ci sono 35 gradi e un tasso di umidità a tre cifre
b) i tuoi sono partiti per lo stambugio al mare e ti hanno lasciato con 50 euro in tasca
c) pagheresti oro per bere un bicchiere di cocacola ghiacciata?
Mi sembra chiaro, ti si scassa il frigo.
Ma porc...
Il primo che durante l'Inno canta
Poropòm poropòm poropòmpompompò lo prendo a cazzotti.
Prometto.
E così per il mio compleanno
ho vinto* un quadro.
Regalo davvero azzeccato, già da tempo pensavo di regalarmi un quadro della nostra
gloria semilocale, coloratissimo e allegro; magari un ritratto con gli occhioni d'ordinanza.
Una cosa del genere insomma
Ma i miei amici sono di serie A mica per niente! un bel pacchetto et voila, un'ossessione che dura da un paio d'anni è stata realizzata! Sono così contento che son passati due giorni, io mi guardo e riguardo il mio quadretto e solo ora mi affiora uno spiacevole interrogativo: dal momento che il quadro è stato commissionato, e quindi il soggetto era a loro piacere,
perché hanno scelto il primo piano di un asino??
* lessico familiare: a casa mia non si ricevono regali, ma "si vincono". Grazie a Dio è solo un nostro modo di dire, e ancora nessuno ha ancora pensato a cacce al tesoro o corse coi sacchi per acciuffare cadeaux semoventi... Questione di tempo, temo.