
Por una cabeza
todas las locuras
su boca que besa
borra la tristeza,
calma la amargura.
Non viene dalla cassa che ti ritrovi ad un centimetro dal timpano destro: da lì esce solo l'inevitabile musica da ascensore che sembra il complemento irrinunciabile di ogni ristorante che voglia darsi un tono. Viene da fuori, dalla piazzetta ex covo di tossici ed ex parcheggio.
Sei geni, o sei matti forse, ballano il tango al chiaro di luna.
Por una cabeza
si ella me olvida
que importa perderme,
mil veces la vida
para que vivir...
E tu ti senti come una comparsa del Favoloso mondo di Amelie, o di Pane e tulipani. Ed esci, senza dire una parola, come un perfetto maleducato.
In maniche di camicia, con un sorriso ebete stampato in faccia, rimani a guardarli per mezz'ora.
Sorridono, e ti rendi conto che per loro c'è solo la musica, niente altro.
Niente cene noiose. niente divertimenti forzati, niente compagnie male assortite.
Guardi tuoi commensali, e decidi: tu rimani fuori, per i discorsi stupidi c'è sempre tempo.