Credo che Lordpolandia abbia una caratteristica unica al mondo: si può pattinare sul ghiaccio vedendo il mare. Ieri hanno montato un quadratone di grattachecca proprio qui:

Ah, che maniera divertente di passare la domenica pomeriggio! Alle 3 e mezzo sono lì, vestito come Totò a Milano - senza lanterna a dire il vero, ho avuto paura mi sballasse il baricentro. Fila per pagare, fila per ritirare i pattini, fila per entrare in pista.
Lordpolo, che cazzo stai facendo? Tu non sai pattinare! Ti ricordi l'unica volta che ci hai provato? Londra, anno 1994, una delle esperienze più umilianti della tua vita.
Zitto buon senso, cosa ne vuoi sapere tu? Sono passati 10 anni, non sono più un adolescente goffo ma un giovane adulto alto e prestante!
Lordpò, cazzo dici? Sei uno spilungone con la pancetta, legnoso come pochi e col baricentro decisamente troppo alto per girare in tondo a ritmi indemoniati come sta facendo tutta questa gente.
Il buon senso aveva ragione ovviamente: dopo aver fatto 3 giri a velocita ridicola (e, come mi è stato fatto notare, camminando più che pattinando), aver rischiato di cadere schiacciando una bambina di 4 anni che correva come un ossessa ed essere diventato lo zimbello di tutti i pattinanti - la migliore è stata una signora sulla sessantina che mi ha detto
Giovanotto, lei è così buffo che se la guardo mentre pattino rischio di cadere dalle risate - è tornata alla luce una sindrome che speravo di aver superato.
Forse perché con i pattini ai piedi sarò stato 2 metri e 10, forse perché ero attorniato da nanetti che pattinavano a 200 all'ora, forse perché mai come in quei momenti è stato chiaro che il mio baricentro è posto davvero troppo in alto per qualsivoglia attività che richieda di piegare le ginocchia... Fatto sta che, come in un film dell'orrore, ho ripensato al momento in cui la sindrome è nata, una ventina d'anni fa, dopo aver visto
un terrificante film della Disney:

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